Il contributo, di Maria Elena Ursitti, affronta uno dei nodi più delicati della tutela consumeristica: la sorte del contratto quando la dichiarazione di nullità di una clausola abusiva essenziale determina una lacuna capace di travolgere l’intero assetto negoziale. Muovendo dall’art. 36 del Codice del consumo e dal principio eurounitario di effettività, l’analisi mostra come la caducazione integrale debba rappresentare soltanto l’extrema ratio, poiché può risolversi in un risultato paradossalmente sfavorevole proprio per il consumatore. Il saggio ricostruisce quindi la progressione dei rimedi conservativi: anzitutto, l’integrazione legale mediante norme dispositive che, dinanzi a una deroga abusiva, acquistano funzione correttiva; successivamente, la rinegoziazione del contratto, rimessa alle parti sotto la direzione del giudice; infine, nei casi residuali, l’intervento giudiziale sul regolamento negoziale. Particolare attenzione è riservata alla giurisprudenza della Corte di giustizia e alla sentenza Lombard del 31 marzo 2022. L’autrice propone, infine, una ricostruzione originale del fondamento normativo dell’obbligo di rinegoziare, individuandolo negli artt. 1175 e 1375 c.c., coordinati con l’art. 2 Cost., e riconducendo all’art. 1349 c.c. il potere sussidiario del giudice di ristabilire l’equilibrio contrattuale quando la trattativa fallisca per il comportamento abusivo della parte forte. Ne emerge una tutela dinamica, orientata alla conservazione utile del rapporto.
La negoziabilità della successione mortis causa
L’articolo affronta il problema della negoziabilità della successione mortis causa, ricostruendo la tensione tra autonomia privata, libertà testamentaria, tutela dei legittimari e certezza dei traffici giuridici.




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