Il contributo dell’avv. Luisa Camboni ricostruisce lo statuto processuale della persona offesa, concentrandosi sulle garanzie riconosciute a chi versi in condizioni di particolare vulnerabilità. Muovendo dalla distinzione tra persona offesa, vittima e danneggiato, il lavoro esamina i diritti informativi, partecipativi e protettivi previsti dal codice di procedura penale, collocandoli nel quadro delineato dalla direttiva 2012/29/UE, dalla Convenzione di Lanzarote e dalla Convenzione di Istanbul. L’analisi segue l’intero percorso processuale: dalle indagini preliminari e investigative difensive all’incidente probatorio, sino all’assunzione della testimonianza mediante modalità protette. Particolare attenzione è dedicata ai criteri di accertamento della vulnerabilità, alla tutela dei minori, alle cautele nell’audizione e alla documentazione delle dichiarazioni, strumenti essenziali per preservare tanto la dignità della persona quanto la genuinità della prova. Il contributo approfondisce inoltre il fenomeno della vittimizzazione secondaria e il ruolo dell’avvocato nell’assicurare un’assistenza competente, consapevole e non paternalistica. Ne emerge una prospettiva equilibrata: il rafforzamento della protezione della vittima non può tradursi nell’indebolimento della presunzione di non colpevolezza, del contraddittorio e del diritto di difesa, ma deve realizzarsi attraverso l’effettiva applicazione delle garanzie vigenti, la formazione specialistica degli operatori e protocolli fondati su evidenze scientifiche. Protezione della persona e affidabilità dell’accertamento diventano così obiettivi necessariamente convergenti.
La negoziabilità della successione mortis causa
L’articolo affronta il problema della negoziabilità della successione mortis causa, ricostruendo la tensione tra autonomia privata, libertà testamentaria, tutela dei legittimari e certezza dei traffici giuridici.




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