Il saggio “Contatto sociale qualificato e rapporti contrattuali di fatto”, a cura di Davide Nalin, offre una ricostruzione sistematica di due figure dogmatiche che si collocano nella zona grigia tra contratto e illecito, esplorando lo spazio aperto dalla clausola di chiusura dell’art. 1173 c.c.
Il lavoro muove dalla genesi tedesca dei faktische Vertragsverhältnisse per esaminarne la ricezione – invero tiepida – nell’ordinamento italiano, dove la giurisprudenza ha preferito ricondurre simili ipotesi al contratto per fatti concludenti. Particolare attenzione è dedicata alla ricostruzione di Rodolfo Sacco sul “contratto senza dichiarazioni” e, soprattutto, alla tesi di Carlo Castronovo sull’obbligazione senza prestazione, consacrata da Cass. n. 589/1999 in materia di responsabilità medica.
L’autore ripercorre poi l’evoluzione giurisprudenziale del contatto sociale qualificato, dalla materia sanitaria fino alla sua più matura applicazione contemporanea: la responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione, ricondotta dalle Sezioni Unite (ord. n. 8236/2020) al paradigma della responsabilità relazionale. Non manca un’analisi della “sconfessione” legislativa operata dalla legge Gelli-Bianco, del contratto con effetti protettivi nei confronti del terzo, e di una falsa analogia di stringente attualità , ovvero quella tra smart contract e rapporti contrattuali di fatto.
Il saggio si chiude con una notazione critica che restituisce la complessità del dibattito, fra dogma del consenso e tutela dell’affidamento.




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