Questo articolo nasce da un’esperienza personale, ma prova a trasformarla in una domanda giuridica.
Il primo ingresso in carcere, alla fine di luglio del 2012, durante il tirocinio in magistratura, non mi restituì soltanto l’immagine della privazione della libertà . Mi mostrò qualcosa di diverso e, forse, ancora più problematico: il tempo detentivo ridotto a vuoto, a immobilità , a mera sopravvivenza dentro uno spazio chiuso.




